domenica 9 novembre 2014

OSTIA: IL PRESIDENTE TASSONE COINVOLTO CON UN IMPRENDITORE ARRESTATO

Stesso metodo, stesso imprenditore. L'attuale giunta del X Municipio, guidata dal presidente Andrea Tassone, dovrebbe finire sotto inchiesta a seguito di quanto emerso dal recente arresto dell'ex-direttore tecnico municipale, Aldo Papalini. Invece no. Una cupola di silenzio e di omertà nasconde fatti noti ed eclatanti.
A Centro Giano, piccolo quartiere del X Municipio dove risiede Tassone, il 10 marzo 2014 alla SAMA srl di Angelo Salzano (arrestato il 4 novembre, come meglio di seguito descritto) è stata affidata l'area verde di via Melicuccà. Il parco giochi che qui doveva essere realizzato (importo complessivo dei lavori a base d'appalto, 72.474,98 euro) doveva essere terminato il 7 agosto 2014 ma dopo 3 mesi ancora non c'è nulla. Addirittura a maggio di quest'anno si parlava di bonifica di materiale inquinante (Eternit) con ulteriori costi. Dove sono finiti i soldi? Dove è finita la trasparenza amministrativa? Ma c'è di peggio. Questa è la storia.

L'ARRESTO DI SALZANO
La Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma, il 4 novembre, ha applicato la misura degli arresti domiciliari ad Angelo Salzano, titolare della SAMA srl, assieme ad altre 8 persone. Si legge: "i predetti indagati sono ritenuti, a vario titolo, responsabili dei reati di abuso d'ufficio, turbata libertà degli incanti, falsità ideologica, concussione e corruzione, reati finanziari, con l'aggravante del metodo mafioso in quanto reati finalizzati ad agevolare il clan Spada, federato ai Fasciani, ed egemone nel territorio di Ostia". A Salzano ed altri sarebbe stato consentito "di gestire i più lucrosi appalti pubblici sul territorio del litorale, per lavori di vario tipo, grazie al ricorso di procedure negoziate ristrette senza pubblicazione del bando di gara in palese violazione della normativa ed in assenza dei presupposti di legge". Le indagini sono partite nel 2012. Ricordiamo che al tempo dell'operazione "Nuova Alba" del luglio 2013, che scoperchiava il sistema mafioso di Ostia, già risultava Tassone presidente del X Municipio e Papalini nell'occhio del ciclone. Tassone non ha mai perso occasione per ribadire che ogni appalto, gara o bando pubblico della sua amministrazione 'erano concordati con la Procura e attenzionati dalle forze dell'ordine'.
Dunque, già a luglio 2013, Tassone avrebbe dovuto sapere delle indagini della Procura su Salzano a riguardo del Canale dei Pescatori.
Secondo le accuse, Papalini ne avrebbe affidato in trattativa privata alla società Sama srl, amministrata da Angelo Salzano, i lavori per la manutenzione dal 2009 al 2011 per quasi due milioni di euro, rinnovando poi l’appalto per il 2012 al costo di 140 mila euro. Con lo stesso Salzano, Papalini, l’ex-direttore tecnico municipale, avrebbe formato il falso atto di obbligazione del municipio (la data è del 23 aprile 2013) con il quale l’ufficio tecnico gli affidava l’appalto del dragaggio e nel quale si affermava che l’appalto era stato aggiudicato a seguito del ribasso d’asta offerto dalla società contraente. Mentre, in realtà, i lavori erano già stati affidati direttamente senza che fosse mai stata svolta alcuna gara.

IL PARCO GIOCHI DI VIA MELICUCCA' (CENTRO GIANO)
Il Consiglio del X Municipio con la risoluzione n.19 de 26 luglio 2012, presentata anche da Tassone e da Sesa (attuale capogruppo municipale del PD), indicava al Dipartimento Politiche per la Riqualificazione delle Periferie la necessaria 'sistemazione a verde pubblico dell'area a questo destinata a via Melicuccà' in conseguenza delle modifiche all'assetto urbanistico del Comparto B del Piano Particolareggiato della Zona 'O - n.30 Centro Giano' (approvato nel 1997). In realtà, con riferimento a fondi del bilancio 2011, con determinazione dirigenziale n.928 del 18 aprile 2012, l'area era stata data in affidamento alla Fratelli Gianni srl. Per lungo tempo tutto è rimasto fermo fino a inizio 2014, quando con determinazione dirigenziale 725 (prot. 57045;23963;25318;26257, OP 1114190001 CIG 37402339E7 CUP J83E11000470004) veniva revocata da Cafaggi (attuale direttore tecnico municipale) la determinazione del 2012 per affidare i lavori a Salzano, secondo una procedura negoziata senza bando di gara di cui non esiste traccia pubblica, per un importo di 89.514,46 euro, poi ribassato. Ci troveremmo dunque con lo stesso metodo e con lo stesso imprenditore del caso del Canale dei Pescatori, solo che non c'è più Papalini e che ci troviamo a Centro Giano, a casa di Tassone.

LA DIFESA DI TASSONE
Il 24 maggio 2014 Tassone, dalle pagine di facebook, commentava: "Al di là delle chiacchiere, e credetemi ognuno di noi/voi ha la ricetta più giusta per questo nostro Municipio, ci sono i fatti. Sono quelli che ho mostrato a due cittadini che da tempo criticano l’operato di questa amministrazione su facebook. Così, questa mattina ho incontrato Sergio e Fabio e con loro ho fatto i sopralluoghi dei lavori fatti e di quelli che sono in cantiere. Siamo partiti dalle potature sulla via del Mare, proseguendo siamo entrati a Centro Giano con l’asfaltatura di via Gagliato, il parco di via Melicuccà...". A quel tempo i lavori del parco erano fermi, come ben si vede dal servizio dell'emittente televisiva locale Canale 10 (https://www.youtube.com/watch?v=6jD8KtNesko del 22 maggio 2014) da cui si apprende che l'area è di 5.000 mq e che non verrà affidata a terzi, cioè al CdQ Casaletto di Giano – Case Basse, come era da sempre (la sede risultava proprio in via Melicuccà n. 12). Tassone dunque, ed era maggio 2014, quasi un anno dopo i fatti di "Nuova Alba", difende la scelta di affidamento a Salzano senza alcun principio di cautela, considerate le indagini in corso. Ricordiamo che solo di recente (31 ottobre 2014), su pressione dell'opposizione, Tassone ha approvato il protocollo “Municipi senza mafie” proposto dell’associazione antimafia “Da Sud”, dopo una dimenticanza durata ben 11 mesi, da quel 19 novembre 2013 in cui Tassone dichiarava, sottoscrivendo l'atto, di applicare un maggior controllo negli appalti pubblici.

CONCLUSIONI
Salzano faceva parte di un sistema ben noto già da luglio 2013, Tassone ha sempre dichiarato che tutto è sotto il monitoraggio della Procura, però Tassone a inizio 2014 ha affidato a Salzano la realizzazione del parco giochi in via Melicuccà, senza alcun principio di cautela amministrativa, tant'è che oggi Salzano è agli arresti domiciliari ed è coinvolto in uno scenario inquietante di connivenza tra imprenditori, amministratori e presunti mafiosi. Informeremo la Procura della Repubblica di questo fatto sconcertante anche perchè proprio in questo parco, il 19 giugno del 2007, si discusse con le istituzioni di "sicurezza e legalità, perché da troppo tempo il nostro territorio è sotto scacco della criminalità". 7 anni fa.

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