mercoledì 6 novembre 2013

OSTIA, MAFIA: IL MUNICIPIO IGNORA LA CAPITANERIA DI PORTO

La Capitaneria di Porto sequestra i documenti
dell'Ufficio Tecnico del Municipio X (16 luglio 2013)
Tutte le istituzioni invitate al Consiglio Straordinario del 7 novembre sulla criminalità organizzata meno la Capitaneria di Porto di Roma, l'unica che, con il Comandante Savarese, sta conducendo per conto della Procura di Roma le indagini sul Porto di Ostia, sulle concessioni balneari, sui chioschi di Castelporziano e in genere sugli illeciti amministrativi del litorale romano legati alla ormai conclamata contaminazione mafiosa. Con la Capitaneria di Porto il Municipio non collabora, la Regione Lazio non collabora ed il perché è semplice: ci sono troppe cose 'poco chiare' che riguardano i rispettivi uffici tecnici. Parlare di legalità da parte di un Municipio il cui direttore (Paolo Sassi) ha terminato il proprio mandato 7 giorni fa e il cui direttore tecnico (Paolo Cafaggi), anch'esso fuori mandato, risulta rinviato a giudizio per concorso in abuso edilizio, è parola forse troppo grossa. Meglio usare il termine 'normalizzazione' che in ambito politico significa narcotizzare l'opinione pubblica facendo finti consigli straordinari dove non si invitano personaggi scomodi. Si invita invece il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che ha concesso, durante lo svolgimento delle recenti indagini sulla presenza di personaggi mafiosi dentro il Porto di Ostia, una variante urbanistica per trasformare un molo di 2 km in un parcheggio e l'estensione di 18 anni della concessione demaniale. Si invita invece il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, che fino all'anno scorso scongiurava che ci fosse la mafia ad Ostia. Si invita invece la Guardia di Finanza che ha avuto, nella sua seconda carica nazionale, il generale Emilio Spaziante, l'uomo che contribuiva a falsificare documenti per garantire il raddoppio del porto di Ostia. Si invita invece  il comandante della polizia locale Roma Capitale X Gruppo Mare, Angelo Moretti, che nulla ha avuto da eccepire durante la costruzione del Polo Natatorio di Ostia e, prima ancora, del Salaria Sport Village, famosi scandali dei Mondiali di Nuoto Roma '09. Si invitano anche due uomini del PD, il vice Ministro dell’Interno Filippo Bubbico, e il Sottosegretario di Stato al Ministero di Giustizia, Giuseppe Berretta. Il primo, oggi uno dei 10 'saggi' di Napolitano, quando era 'governatore' della Basilicata, è stato coinvolto appena un anno fa in uno scandalo di accuse di corruzione, tangenti, appalti truccati e truffa su cui, pur prosciolto, si sta tornando a parlare in questi giorni. Fatto più grave, di cui non si conoscono invece gli sviluppi, sarebbe un’operazione di trasferimento di materiali radioattivi (nitrito di uranile) da Rotondella a Gioia Del Colle condotta a inizio agosto 2013 in cui Bubbico ha gestito la fase di polizia mettendo a disposizione uomini e strutture per garantire i protocolli di sicurezza e di riservatezza secondo procedure imposte dagli americani ma che avrebbero messo a rischio ben 300 uomini delle forze dell'ordine (la Procura di Bari sta ancora indagando). Non merita neppure considerazione Giuseppe Berretta, che mai si è interessato di mafia e criminalità, avendo sostenuto in questi giorni l'operato del Ministro Anna Maria Cancellieri nel caso Ligresti (famiglia da sempre coinvolta in ambienti 'mafiosi'). Insomma, fuori la Capitaneria di Porto, dentro i normalizzanti: dall'8 novembre si tornerà a parlare seriamente di mafia sul litorale romano dopo la picaresca buffonata di un Municipio omertoso.

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