giovedì 22 marzo 2012

OSTIA, RIPASCIMENTO: GRAVI VIOLAZIONI DEL CANTIERE DURANTE LA VISITA DI ALEMANNO

Alemanno parla ad Ostia del rilancio del litorale romano proprio il giorno in cui accade un fatto di inaudita irregolarità relativo ai lavori di ripascimento delle spiagge. Fronte stabilimento balneare "La Bonaccia", Lungomare Amerigo Vespucci 146, Ostia: un bel cantiere sulla spiaggia senza cartello lavori e senza alcuna misura di sicurezza per garantire l'incolumità dei cittadini. Nessuna ordinanza emessa dalla Capitaneria di Porto competente, nessun controllo per impedire che sull'adiacente tratto di spiaggia libera avvenga il transito dei mezzi pesanti (come è avvenuto) e lo stoccaggio di grossi tubi in ghisa. Sono iniziati così, nel peggiore dei modi, i lavori per il ripascimento dei 4 km di costa del litorale romano compresi tra il Canale dei Pescatori e lo stabilimento "La Marinella", al limite con la tenuta presidenziale di Castelporziano. Lavori voluti dalla Regione Lazio e che arrivano all'improvviso dopo tante polemiche iniziali. Si tratta del 1° stralcio aggiudicato il 14/06/2011 per €. 6.535.582,32 (al netto del ribasso del 15,21%) dal raggruppamento temporaneo d'imprese costituito da due società di Ravenna, il Consorzio Ravennate delle Cooperative di Produzione e Lavoro Soc. Coop. p.A. (mandataria) e l'Ing. Sarti Giuseppe & C. Impresa Costruzioni Spa (mandante).
Già dunque si prefigurano tre grosse violazioni del Capitolato Speciale d'Appalto, che saranno dettagliate nell'esposto che entro la settimana prossima il Comitato Civico 2013 invierà alla Procura di Roma a meno che non sopraggiungano chiarimenti in merito dalla Capitaneria di Porto, dalla Regione Lazio e dallo stesso Comune di Roma, responsabile del tratto di spiaggia:

1) violazione dell'articolo 5 (mancata ricognizione preventiva, nelle aree determinate al prelievo delle sabbie per il ripascimento, per l'individuazione e la rimozione di eventuali ordigni bellici);
2) violazione dell'articolo 29 (mancata esposizione dei cartelli all’esterno del cantiere con indicazione anche dei nominativi di tutte le imprese subappaltatrici, completi dell’indicazione della categoria dei lavori subappaltati e dell’importo dei medesimi);
3) violazione dell'articolo 52 (mancata delimitazione e recinzione del cantiere; mancato inghiaiamento e sistemazione delle sue strade di accesso in modo da rendere sicuri il transito e la circolazione dei veicoli e delle persone addette ai lavori tutti).

Il primo punto in particolare è collegato anche a quanto accaduto e documentato dagli organi di informazione a fine luglio 2011, quando una violenta mareggiata interruppe le operazioni iniziali di ripascimento che, sembra, utilizzassero la sabbia prelevata ad appena 200 metri dalla costa, così come dichiarato dall’Assessore regionale all’Ambiente, Marco Mattei. In realtà il sito di prelievo delle sabbie da 'sparare' sulle spiagge di Ostia era indicato da Capitolato essere situato a largo di Anzio ad una distanza di circa 45 km dal luogo di ripascimento e le stesse sabbie dovevano essere prelevate ad una profondità superiore ai 45 metri. Motivo, questo, per cui ben 2 milioni di euro erano previsti nell'appalto come compenso addizionale al prezzo di fornitura della sabbia perchè proveniente appunto da cave marine oltre i 21 km. Così come altri 200 mila euro erano stati previsti per la bonifica da mine, ordigni ed altri manufatti bellici interrati fino a 2 metri di profondità sotto il fondale. Invece, per tutelare come al solito gli interessi dei balneari, si è operato in fretta e in furia andando in deroga a tutto: prelievo delle sabbie sotto costa, nessuna bonifica bellica, nessuna cantierizzazione. Vigileremo ogni giorno per evitare che avvengano altri abusi spendendo soldi pubblici.

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